Da 15 anni, portiamo avanti tante battaglie contro degrado, per dare dignità al nostro quartiere e renderlo più vivibile. Ma in questi 10 anni di attività, abbiamo deciso di realizzare anche tante iniziative culturali. Ma perché farlo? Qualcuno una volta mi disse anche che erano “progetti folli”. Ho un’idea un po’ diversa di cultura e in questo articolo ti spiego perché è importante realizzare iniziative in periferia.

Un’alternativa concreta all’isolamento sociale

Le periferie urbane, come molte zone di Roma Est, spesso soffrono di un senso di marginalità: meno servizi, meno occasioni, meno opportunità. Portare attività culturali significa rompere l’isolamento, offrire spazi e momenti dove le persone possano incontrarsi, dialogare, imparare, è un modo diretto per ricucire il tessuto sociale.

Investire nei giovani per costruire il futuro

Quando apri un laboratorio teatrale, una rassegna di cinema, un workshop di pittura o di cucito creativo, stai parlando ai giovani, dando loro strumenti creativi per esprimersi, crescere, sviluppare pensiero critico. È un antidoto potente contro l’abbandono scolastico, la noia, e in alcuni casi perfino la devianza. La cultura diventa una palestra di cittadinanza attiva.

Rigenerare gli spazi… e le persone

Le attività culturali possono trasformare spazi inutilizzati in luoghi vivi: ex locali abbandonati che diventano centri sociali, biblioteche di quartiere, teatri. Ma non è solo una questione di muri. È un processo che rigenera anche le persone, che riscoprono il valore di stare insieme, collaborare, condividere idee.

Valorizzare le identità locali

Ogni periferia ha una storia, spesso poco raccontata. Con iniziative culturali si può riscoprire la memoria del territorio, valorizzare le sue voci, creare narrazioni nuove e autentiche. Questo aiuta i cittadini a sentirsi parte di qualcosa, e non semplicemente “ai margini”.

Cultura come diritto, non come lusso

Pensare che la cultura sia un bene per pochi è un errore grave. La cultura è un diritto universale e deve essere accessibile ovunque, anche (e soprattutto) dove mancano biblioteche, musei o teatri. Portare cultura in periferia è un atto di giustizia sociale.

Un volano per lo sviluppo sostenibile

Infine, le attività culturali creano microeconomie locali, attivano reti, generano occupazione e turismo di prossimità. E dove c’è cultura, spesso si diffonde anche una maggiore cura del territorio, dell’ambiente e del bene comune.

Iniziative come il progetto SPACE e in generale le attività di questi 10 anni dell’Associazione CdQ Villaggio Prenestino non sono “extra”, sono necessarie. Sono strumenti per costruire comunità sane, inclusive, vive. E ogni laboratorio, ogni evento, ogni mostra è un mattoncino per cambiare la città dal basso.

Come puoi sostenere tutto questo? Con una firma

Tutto questo è possibile anche grazie al sostegno dei cittadini. Destinando il 5×1000 all’associazione, ognuno può contribuire concretamente a portare avanti queste attività.
Basta scrivere il codice fiscale dell’associazione nel riquadro “Sostegno degli enti del Terzo Settore” nella dichiarazione dei redditi.

📌 Codice Fiscale: 97835790581

Stefano De Prophetis
Presidente dell’Associazione CdQ Villaggio Prenestino