Quanto accaduto durante l’ultimo consiglio municipale ci lascia con molte perplessità. È bene chiarirlo subito: nessuno mette in dubbio l’importanza di una caserma o della presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Anzi, è una richiesta che anche la nostra associazione, come tante altre e tanti altri comitati, portiamo avanti da anni. Tuttavia, la sicurezza non può essere costruita solo con la presenza di forze dell’ordine: serve anche un tessuto sociale forte, vivo e partecipato.
Il ruolo delle attività sociali e culturali nella sicurezza urbana
È proprio in questa direzione che lavoriamo ogni giorno, chiedendo l’apertura dei parchi pubblici, la riattivazione del polifunzionale, e promuovendo iniziative culturali anche all’interno di un appartamento sotto sequestro amministrativo. Crediamo fermamente che dare spazio alla società civile sia uno dei modi più efficaci per contrastare il degrado e la criminalità. Dove c’è cultura, partecipazione e inclusione, la criminalità fatica a trovare terreno fertile.
Nessuno è contrario alla caserma, ma alle modalità sì
Sgombriamo il campo da ogni equivoco: la caserma e il comando dei Carabinieri di San Vittorino sono una risorsa per tutti. Ma contestiamo le modalità con cui si è giunti alla decisione di affidare l’unico immobile comunale di San Vittorino Romano ai Carabinieri. I tempi erano forse troppo stretti per una soluzione alternativa, ma non possiamo ignorare che la data dello sfratto era nota da tempo. Le valutazioni dovevano e potevano essere fatte mesi fa.
Le decisioni calate dall’alto creano fratture
La politica, qualunque sia il colore, non può più permettersi di prendere decisioni ignorando le comunità locali. Non è la prima volta che accade sul versante prenestino: anche in altri quartieri, e di recente, le scelte imposte senza confronto hanno creato tensioni e malcontento. I cittadini hanno diritto a essere informati, ascoltati, coinvolti. È questo il senso di una vera democrazia partecipata.
A farne le spese questa volta è la comunità di San Vittorino, privata dell’unico immobile pubblico a disposizione. Un centro anziani che era anche uno spazio polivalente, un luogo che avrebbe potuto ospitare eventi, cerimonie, momenti di socialità. In un piccolo borgo lontano dal centro città, strutture del genere non sono indispensabili per le persone che ci vivono e per l’indotto che possono portare.
Guardare avanti: una soluzione definitiva per la caserma
Esprimiamo piena solidarietà agli amici di San Vittorino. E ci auguriamo che la scelta fatta sia davvero temporanea. Adesso serve una direzione chiara: si prosegua senza indugi con la caserma a Parco Borghesiana. Solo così sarà possibile restituire alla cittadinanza di San Vittorino il proprio spazio pubblico.


